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MONO NO AWARE – CENTO PAROLE

MONO NO AWARE – CENTO PAROLE
Gio Bhumi, antropologa, è stata la prima autrice approdata a Cento parole, rubrica nata nel 2019. Con noi ha pubblicato La tribù Malhumorada, Urubamba e Giocando con la gravità.

Oggi ritorna con un altro elegante mini racconto. Nel Giappone shintoista mono no aware è un concetto che esprime una profonda empatia nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, e dove il senso dell’inevitabile effimero e della continua transitorietà partecipano di un velo di nostalgia addolorato e, allo stesso tempo, serenità estatica. L’estetica del Genji monogatari, per esempio, ne è pervasa.

E nel futuro? Ci sarà ancora qualcuno in grado di percepire mono no aware?…

t.c.b.

 

 

Mono no aware, di Gio Bhumi

 

 

Kyoto, anno 2153

“Vieni stasera?”
“Certo, non me la perderei per nulla al mondo.”
“Ci saranno anche Jiro e Eikichi e forse Fumiko, se ce la fa a liberarsi.”
“Ma basterà per tutti?”
“Lo spero, mi hanno assicurato che è in ottima forma.”
Quando si trovarono riuniti nel soggiorno di Ninsei e le luci furono abbassate, la piccola fiala venne aperta.
Sentirono un ronzio e poi il fruscio impercettibile di piccole ali che sfioravano i loro corpi nudi.
Attesero immobili e silenziosi l’agognata puntura di una piccola zanzara che era l’ultima sopravvissuta nell’aria torbida della Terra.

 

 

Il racconto “Mono no aware” è World © di Gio Bhumi. All rights reserved.

(Segui questo link e spedisci un tuo breve racconto fantastico di cento parole)

 

 

L’immagine è di AiCanvas

Tea C. Blanc
Tea C. Blanc
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È comasca. Vive un po' a Como, un po' in Svizzera. Collabora ad alcune riviste, sia cartacee che digitali. Ha pubblicato un racconto di genere fantastico con Edizioni Dell’Angelo; il romanzo dagli spunti fantascientifici “Mondotempo” (Watson Edizioni, collana Andromeda). Ha partecipato a varie antologie di autori vari con racconti o saggi. Finalista a vari premi, tra cui Premio Urania nel 2024.

2 Commenti

  1. Thomas

    Se è necessaria una premessa per comprenderlo, forse non è adatto a un drabble.

  2. Mario

    Insomma. Poco comprensibile. Forse cento parole sono poche per questo testo.

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