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GIORNI SACRI – CENTO PAROLE

GIORNI SACRI – CENTO PAROLE
Il drabble di oggi è della sottoscritta. Non perché in archivio non ce ne siano, ma alcuni non corrispondono all’idea di “fantastico”, altri sono scritti bene, ma sono istanti lirici che somigliano più a una poesia che non a un racconto con una trama. Dalle prossime volte vedremo avvicendarsi alcuni autori che già abbiamo letto in alcuni drabble. Spedite, spedite, spedite!

T.C.B.

 

 

Giorni sacri, di Tea C. Blanc

 

«A quel tempo avevo il cuore freddo e stupido. Lavoravo in Africa per una ditta italiana che faceva disboscamento su larga scala. Dalla tribù che risiedeva in quella zona avevano mandato un ragazzo, chiedeva di fermare lo scempio almeno per il giorno sacro della foresta. La direzione e noi uomini gli ridemmo in faccia.»
«?…»
«All’alba del loro giorno sacro ci eravamo diretti alle escavatrici, come ogni giorno. Inspiegabilmente, non una sola macchina partì, e non c’erano guasti. Per quel giorno non riuscimmo a lavorare, il giorno successivo le macchine ripresero a funzionare come sempre. La settimana dopo mi sono licenziato.»

 

 

Questo racconto è World © di Tea C. Blanc. All rights reserved.

 

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Nell’immagine un’illustrazione di Alicia Baladan

 

Tea C. Blanc
Tea C. Blanc
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È comasca. Vive un po' a Como, un po' in Svizzera. Collabora ad alcune riviste, sia cartacee che digitali. Ha pubblicato un racconto di genere fantastico con Edizioni Dell’Angelo; il romanzo dagli spunti fantascientifici “Mondotempo” (Watson Edizioni, collana Andromeda). Ha partecipato a varie antologie di autori vari con racconti o saggi. Finalista a vari premi, tra cui Premio Urania nel 2024.

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